IMU alberghi: esonero da Covid-19 solo se soggetto passivo e gestore dell’attività coincidono

Non spetta l’esonero dall’Imu, previsto dalla normativa Covid-19, per la persona fisica, socio di una s.n.c. che esercita l’attività alberghiera, non essendoci coincidenza tra soggetto passivo dell’imposta e gestore dell’attività ricettiva. Lo ha affermato la Corte di Giustizia Tributaria di I grado di Modena con la sentenza n. 398 dell’11/10/2022, respingendo così il ricorso di un contribuente (socio di un albergo) che aveva regolarmente pagato l’Imu per il 2020 ma aveva poi presentato al Comune una richiesta di rimborso basata sull’interpretazione fornita dal Dipartimento delle Finanze con la nota 10 giugno 2021 n. 29191.

La questione all’esame della CGT riguarda la spettanza dell’esonero dall’Imu previsto dall’art. 177 del d.l. 34/2020 (conv. L. 77/2020) e dall’art. 78 del d.l. 104/2020 (conv. L. 126/2020), rispettivamente per l’acconto e il saldo 2020 per le attività nel settore turistico e dello spettacolo.

Il Comune non condivide la nota prot. n. 29191 del 10 giugno 2021, con la quale il Mef ritiene che l’esenzione spetta anche nel caso in cui le attività economiche siano gestite da società di persone, i cui soci persone fisiche risultino proprietarie degli immobili in cui vengono svolte le attività medesime.

La CGT di I grado di Modena ritiene che se da una parte la volontà del Governo era quella di aiutare le attività in difficoltà a causa del Covid, dall’altra le norme di agevolazione fiscale sono di stretta interpretazione e l’estensione analogica effettuata dal Dipartimento delle Finanze incontra l’ostacolo stabilito dall’art. 14 delle disposizioni preliminari al codice civile (Preleggi). Invero, la regola generale stabilisce, per l’esonero dall’IMU, la coincidenza tra il proprietario dell’immobile ed il gestore dell’attività, mentre nella fattispecie il soggetto passivo IMU è la società, che non coincide con il gestore dell’attività. La Corte di Cassazione, anche se in fattispecie diversa, ritiene irrilevante la qualificazione giuridica della società nel caso di agevolazioni, in quanto “la società è un soggetto giuridico diverso dai soci, creato con specifiche finalità, mentre il regime agevolativo impone che il beneficio sia concesso a persone fisiche, proprietarie di immobili o di diritti reali sugli stessi, che utilizzano il bene con le finalità peculiari della norma” (Cass. 23679/2019, 18554/2022).