Imu abitazione principale: non vanno annullati gli avvisi di accertamento emessi e divenuti definitivi

A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022 pervengono richieste di annullamento in autotutela di avvisi di accertamento emessi nei confronti di contribuenti ai quali è stata contestata l’agevolazione Imu per abitazione principale perché il nucleo familiare (in particolare i due coniugi) erano residenti in comuni diversi. Dobbiamo procedere all’annullamento degli stessi ?


Occorre premettere che la sentenza di accoglimento della Corte Costituzionale ha efficacia retroattiva e riguarda anche i rapporti giuridici non “esauriti” cioè quando non è ancora intervenuta prescrizione, decadenza o sentenza passata in giudicato. Questo perché la dichiarazione di illegittimità costituzionale non è una forma di abrogazione, ma una conseguenza dell’invalidità della legge fin dall’origine, che ne comporta l’efficacia retroattiva sia pure entro i limiti indicati.

Ciò premesso, va evidenziato che gli accertamenti notificati e divenuti definitivi per mancata impugnazione dei termini, rientrano nelle situazioni definitive e irretrattabili, come affermato dalla Cassazione con la sentenza n. 969/2016. Pertanto, tali avvisi non possono essere pertanto annullati, a maggior ragione relativamente a quelli già pagati dai contribuenti, che hanno così prestato acquiescenza agli stessi.

Inoltre, relativamente all’autotutela va detto che si tratta di un rimedio non obbligatorio ma discrezionale, come affermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 181/2017, per cui il contribuente che presenta un’istanza in autotutela non ha diritto a ottenere una risposta da parte della P.A. e il silenzio su di essa non equivale ad inadempimento.

Peraltro l’autotutela tributaria presuppone comunque un rilevante interesse pubblico all’annullamento, non essendo sufficiente l’interesse al mero ripristino della legalità violata (cfr. Cass. n. 10272/2022). Relativamente al caso specifico andrebbe in particolare considerato l’interesse pubblico dell’ente alla conservazione degli effetti giuridici, attesa l’incidenza che l’annullamento di atti divenuti definitivi potrebbe avere sulle somme già previste in bilancio, con conseguente responsabilità per danno erariale.