Termini decadenziali Covid-19 per gli accertamenti allungati di 85 giorni

Con la sentenza n. 6771 dell’11 ottobre 2022 la Corte di Giustizia di II grado della Campania ha affermato che i termini decadenziali per l’accertamento dell’annualità 2015 scadono il 26 marzo 2021, per effetto della sospensione Covid-19 prevista dall’art. 67 del d.l. 18/2020.

La sentenza in commento si pone in linea con il secondo orientamento (favorevole ai Comuni), che ritiene applicabile il maggiore termine di 85 giorni.

Nel caso in esame l’avviso di accertamento risultava spedito il 22 marzo 2021 (come comprovato dalla relativa raccomandata) e il contribuente l’aveva ricevuto dopo il 26 marzo 2021. La CGT di II grado della Campania ritiene comunque l’avviso tempestivamente notificato al contribuente, applicando il principio di sdoppiamento degli effetti della notifica effettuata a mezzo posta, recentemente chiarito dalle Sezioni Unite della Cassazione con la sentenza n. 40543 del 17/12/2021.

Inoltre i giudici tributari d’appello campani evidenziano che l’art 67 del d.l. 18/2020 ha previsto la sospensione dei termini relativi alle attività di liquidazione, controllo accertamento riscossione e contenzioso da parte degli uffici preposti nel periodo 8/3/2020 – 30/5/2020 per un totale di 85 giorni con conseguente prolungamento  dei termini di accertamento per un periodo corrispondente a quello di sospensione, in sostanza fino al 26.3.2021. Ebbene, la spedizione dell’atto in data 22.3.2021 consente di ritenere rispettato il termine decadenziale pure se l’avviso è stato ricevuto dal contribuente dopo la scadenza del termine del 26.3.2021.

In conclusione la sentenza n. 6771/2022 della CGT di II grado della Campania segna un ulteriore punto a favore dei Comuni, in linea peraltro a quanto evidenziato dall’IFEL con la nota di approfondimento del 2/11/2021. Invero, ai sensi degli artt. 67 e 68 del d.l. n. 18/2020, i termini per la notifica degli avvisi di accertamento sono prorogati di 85 giorni, mentre per la notifica delle ingiunzioni fiscali va considerata la proroga di due anni per quelle in scadenza nel 2020-2021, ovvero di 542 giorni per quelle successive.