Imposta di soggiorno: i gestori delle strutture ricettive non sono agenti contabili

Il gestore della struttura ricettiva (albergo, b&b, ecc.) dopo il D.L. 34/2020 non può più essere considerato agente contabile, essendo mutata la sua qualifica soggettiva in responsabile di imposta, per cui non è più soggetto alla resa del conto giudiziale, mentre dopo il D.L. 146/2021 la resa del conto giudiziale resta esclusa anche per il periodo antecedente.

Lo ha affermato la Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti Toscana con la sentenza n. 365 del 28/10/2022, che è intervenuta per l’ennesima volta su una questione controversa per la quale non si è ancora formato un orientamento univoco nella giurisprudenza della Corte dei Conti.

Ebbene, i giudici contabili toscani evidenziano preliminarmente che fino alle modifiche introdotte con il D.L. n. 34/2020, il gestore di una struttura ricettiva assume la qualifica di agente contabile (Sezioni riunite, sent. n. 22/2006/QM), sicché è tenuto a rendere il conto giudiziale della gestione, ai sensi del comma 1 dell’art. 74 del R.D. n. 827/1924 e dell’art. 93 del D. Lgs. n. 267/2000.

Fino al D.L. n. 146/2021, è stato anche ritenuto che il mutamento della qualifica soggettiva del gestore, da agente contabile a responsabile di imposta, introdotto dal D.L. n. 34/2020, avesse valore solo per il futuro e dunque dal 19.5.2020, giorno della sua entrata in vigore. Da quella data, il gestore non era più soggetto alla resa del conto giudiziale (Cass. SS. UU., sent. n. 26499/2020).

Di contro, dopo le modifiche apportate dalla disposizione di interpretazione autentica di cui all’art. 5-quinquies del D. L. n. 146/2021, inserito dalla legge di conversione n. 215/2021, appare evidente come l’obbligo della resa del conto giudiziale resti escluso anche per il periodo antecedente.

In conclusione, per la Corte dei Conti Toscana, i gestori delle strutture ricettive non sono più agenti contabili, ritenendo comunque non mutati i presupposti della responsabilità amministrativo-contabile delle strutture ricettive.

Tuttavia, sulla questione è emerso un contrasto tra le diverse sezioni regionali della Corte dei Conti, che andrebbe risolto quanto prima possibile, se si vuole eliminare l’incertezza per gestori e Comuni sugli adempimenti da effettuare (presentazione del conto di gestione, modello 21, da parte dei titolari delle strutture ricettive; parifica del conto e invio alla Corte dei Conti, a carico dei Comuni). In attesa di un intervento chiarificatore è consigliabile continuare a trattare le strutture ricettive come agenti contabili, anche al fine di non incorrere in eventuali responsabilità.