ANAC: ove il principio della rotazione non sia applicabile vanno previste misure organizzative alternative

All’Autorità Nazionale Anticorruzione è giunta una segnalazione in merito ad alcune possibili criticità nell’applicazione del principio di rotazione del personale all’interno del Corpo di Polizia locale di un comune. Nel caso di specie, la direzione del Corpo sarebbe stata affidata alla responsabilità di due coordinatori, sottoposti ad un Dirigente amministrativo, incarico che gli stessi ricoprono ininterrottamente dal 2013. Dalle memorie difensive dell’Amministrazione è emerso che la direzione del Corpo è attualmente affidata ad interim al Dirigente del Settore Tecnico, a causa delle carenze del personale e dell’insuccesso delle procedure concorsuali espletate per il reclutamento di una figura professionale idonea allo svolgimento dell’incarico, e che, quanto alla possibile omessa rotazione degli addetti al Corpo di Polizia Locale, questi ultimi sarebbero stati confermati perché, per anzianità di servizio ed esperienza professionale, ritenuti idonei all’espletamento delle mansioni.

L’Autorità ha più volte ribadito, da ultimo nel PNA 2019, che nonostante le scelte in merito alla programmazione della misura sono rimesse all’autonoma determinazione dell’amministrazione, ciò non significa che le Amministrazioni possano disattendere le indicazioni contenute nella legge 6 novembre 2012, n. 190 e nel Piano Nazionale Anticorruzione. Pertanto, le stesse sono tenute ad indicare nel PTPCT i criteri di applicazione della rotazione, le fonti di disciplina della misura, e ad adottare un’adeguata programmazione pluriennale della stessa, ricordando che in caso di impossibilità di applicare la misura, per carenza di personale o per la presenza di vincoli soggettivi od oggettivi, la stessa debba prevedere l’adozione di misure organizzative alternative che non siano meramente riproduttive delle indicazioni contenute nel PNA, ma che indichino gli accorgimenti posti in essere per evitare la concentrazione in capo ai medesimi dipendenti dei processi decisionali. L’autorità ha precisato che la permanenza, presso il Corpo di Polizia Locale del comune, di due figure professionali con la funzione di coordinatori, impiegati nel medesimo incarico da lungo termine, non è conforme alle prescrizioni normative ed alle indicazioni fornite dal PNA, considerato anche che il Corpo di Polizia Locale, incardinato presso il Servizio IV – Tecnico Manutentivo – è il settore numericamente più consistente, essendovi incardinati 18 dipendenti, compreso il Dirigente, tutti elementi che non rendono giustificabile quanto previsto nel PTPCT 2022-2024 approvato dall’Ente nel quale viene evidenziata l’impossibilità di attuare la rotazione del personale dirigenziale e non dirigenziale. Inoltre, le misure alternative alla rotazione, risultano meramente riproduttive delle indicazioni fornite all’allegato 2 del PNA 2019, senza che le stesse fossero minimamente contestualizzate alla realtà organizzativa del Comando. L’Autorità ha adottata nei confronti dell’ente un atto di raccomandazione, sollecitando lo stesso ad applicare la misura della rotazione nei confronti dei tutti gli addetti al Corpo di Polizia Locale, invitando al contempo l’ente ad integrare il vigente PTPCT 2022-2024, attraverso la descrizione dei criteri, delle fonti di disciplina e di un’adeguata programmazione della misura, ovvero mediante l’introduzione di misure alternative alla rotazione che non siano meramente riproduttive del PNA, ma che illustrino puntualmente gli accorgimenti adottati per evitare la concentrazione in capo ai medesimi dipendenti dei processi decisionali e declinino le responsabilità delle verifiche sull’efficacia e sull’idoneità di tali strumenti a ridurre i rischi di corruzione.