TARI: illegittime le tariffe più alte per le utenze domestiche dei non residenti

Con la sentenza n. 1673 del 24 ottobre 2022 il TAR Puglia-Lecce ha affermato l’illegittimità di una delibera tariffaria TARI 2021 che fissa tariffe più alte per le utenze domestiche dei non residenti rispetto a quelle previste per i soggetti residenti.

Nel caso in esame un Comune a vocazione turistica aveva previsto per le utenze domestiche un’ulteriore distinzione tra utenze domestiche residenziali e utenze domestiche non residenziali.

Il TAR accoglie il ricorso dei soggetti non residenti evidenziando preliminarmente che i contribuenti non residenti corrispondono circa il 150% in più rispetto ai residenti in relazione alla quota fissa e circa il 30% in più con riferimento alla quota variabile. Il Comune ha, dunque, sproporzionatamente posto a carico delle circa 9000 utenze non residenziali la parte prevalente dei costi del servizio, per cui risulterebbe violato il principio di proporzionalità, cui si deve conformare la discrezionalità tecnica amministrativa nell’individuazione delle aliquote fiscali.

Sul punto il TAR Lecce richiama una pronuncia del Consiglio di Stato (sent. n. 4223/2017) che, dichiarando illegittimo un regolamento comunale TIA con tariffe più alte per le utenze domestiche dei non residenti nel comune rispetto ai residenti, ha affermato importanti principi in materia di limiti alla discrezionalità dei comuni nella fissazione delle tariffe della tassa sui rifiuti.

In particolare, il Consiglio di Stato ha evidenziato che la discrezionalità dell’ente territoriale nell’assumere le determinazioni al riguardo si deve basare su una stima realistica in ragione delle caratteristiche proprie di quel territorio comunale e se del caso della sua vocazione turistica. E’ pertanto illegittimo, in quanto irragionevole ed in contrasto con il principio di proporzionalità, lo scostamento, tra l’altro notevole, tra la TARI applicata alle utenze abitative domestiche residenziali e la TARI applicata a quelle domestiche non residenziali.

Inoltre, è da ritenersi illogico e discriminatorio, in assenza di adeguate ragioni, sottoporre a diversa tassazione le utenze abitative dei residenti rispetto a quelle dei non residenti. Ragione vuole infatti che, abitando i residenti con continuità nel territorio comunale, gli stessi producano ben più rifiuti di coloro che invece, a parità di condizioni abitative, vi soggiornano solo per periodi di tempo limitati o saltuari (generalmente, proprio i non residenti), a maggior ragione in una località turistica a vocazione balneare, dove è normale immaginare che i non residenti siano mediamente assenti per la maggior parte dell’anno.