Vietato correggere due volte le prove di concorso

Viola i principi dell’anonimato nonché della segretezza delle prove scritte e, pertanto, è illegittima la ricorrezione degli elaborati delle prove di concorso con attribuzione di nuovo e differente punteggio di sufficienza per l’ammissione alle successive fasi (in luogo della precedente esclusione), a fronte di istanza presentata dai concorrenti.La commissione esaminatrice, infatti, all’atto del riesame è perfettamente a conoscenza dell’identità degli autori quando non ha predisposto alcuna cautela volta a garantire l’anonimato ed a preservare l’uniformità di giudizio rispetto alla valutazione compiuta sugli altri compiti dei candidati.Non giustifica certo siffatto comportamento la volontà di elidere il rischio di contenzioso e quello di compromettere il regolare decorso della procedura concorsuale.L’amministrazione è tenuta, infatti, a garantire la par condicio tra i candidati, svolgendo la propria attività con trasparenza e senza rischi di condizionamenti esterni.Essa, dunque, deve predisporre tutte le misure necessarie ad escludere a priori che si possano verificare situazioni ex ante idonee a porre in pericolo l’anonimato e la segretezza dei vari elaborati dei concorrenti (cfr. Consiglio di Stato, sezione VII, 29 luglio 2022, n. 6716).Quanto, poi, alla corretta applicazione dell’art. 12, comma 1, del d.p.r. 487/1994 che prevede la formulazione dei quesiti da sottoporre ai candidati nella prova orale immediatamente prima dei colloqui, costituisce un vizio procedurale la loro predisposizione con alcuni giorni di anticipo.La suddetta norma intende garantire il principio della par condicio tra i candidati nell’espletamento della prova orale, ossia evitare il rischio che alcuni di essi possano essere eventualmente avvantaggiati, rispetto agli altri, conoscendo in anticipo le domande sulle quali rispondere.Non ne può essere invocata la violazione da parte del candidato che non abbia superato la suddetta prova orale, dal momento che in nessun modo l’evento descritto incide sul rendimento insufficiente dimostrato; vale a dire che questi non ha alcun interesse a censurare il suddetto vizio procedurale.Tanto più se i quesiti sono stati comunque estratti a sorte prima di essere rivolti ai candidati e la prova orale è stata superata da un numero di candidati ben maggiore dei posti messi a concorso.Le indicazioni sopra sintetizzate sono tratte dalla sentenza del TAR Calabria-Catanzaro, sezione II, 18 ottobre 2022, n. 1777.