IMU: il contribuente non evita le sanzioni con la grave esposizione finanziaria

Sono legittime le sanzioni irrogate ancorché la grave esposizione finanziaria del contribuente – derivante dai cronici ritardi/omissioni da parte degli enti pubblici committenti nei pagamenti dei corrispettivi delle prestazioni ricevute – concretasse l’esimente della forza maggiore di cui al comma 5 dell’art. 6 del d.lgs. 546/92. Lo ha affermato la Cassazione con le decisioni n. 30760 e 30763 del 19 ottobre 2022, ritenendo che difettasse, in capo al contribuente, il requisito della colpevolezza ai fini dell’irrogazione delle sanzioni.

La questione all’esame della Cassazione riguarda due avvisi di accertamento IMU 2012 e 2014 a carico di un Istituto medico, il quale riteneva che la forte esposizione debitoria assunta verso gli istituti di credito per garantire i servizi ospedalieri – a fronte di gravi inadempimenti da parte della PA rispetto a crediti vantati per prestazioni rese nell’ambito dell’assistenza pubblica – integrasse forza maggiore rilevante ai fini dell’esenzione di cui all’art. 6, comma 5, del d.lgs. n. 546/92.

La CTR aveva negato la sussistenza della causa di forza maggiore non avendo l’Istituto provato l’insussistenza dell’elemento soggettivo (della colpevolezza) dimostrando di avere adottato tempestivamente ogni cautela esigibile da un normale operatore economico che presti i propri servizi nei confronti della PA; al contrario si evinceva una strategia aziendale finalizzata consapevolmente al mancato versamento dell’IMU per più annualità (2016, 2017 e 2018).

Ebbene, la Cassazione fa presente che in materia tributaria il legislatore ha dato sistemazione alla materia sanzionatoria con i decreti legislativi nn. 471, 472 e 473 del 1997, evidenziandone la natura punitiva (come sottolineato dalla legge delega n. 662/96). E il diritto punitivo mal tollera ipotesi di responsabilità oggettiva, in base ai principi di matrice penalistica che lo presidiano: lo stabilisce chiaramente l’art. 5 del d.lgs. n. 472/97. Bisogna quindi avere riguardo all’accezione penalistica della forza maggiore: in questa chiave, la forza maggiore si riferisce a un avvenimento imponderabile che annulla la signoria del soggetto sui propri comportamenti, impedendo di configurare un’azione penalmente rilevante per difetto del generale requisito della coscienza e volontarietà della condotta previsto dal primo comma dell’art. 42 del codice penale. L’esimente prefigura allora la situazione di un soggetto assolutamente privo della possibilità di sottrarsi a una forza per lui irresistibile, mentre nel nostro caso la situazione di carenza di liquidità derivante dai ritardi, anche notevoli, dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni non riesce ad assurgere alla nozione di forza maggiore.