Concessione gestione strutture sportive ad associazioni sportive proroga automatica al 2025

Di interesse la sentenza del Tribunale Regionale Giustizia Amministrativa Trentino Alto Adige Bolzano del 10.11.2022 n. 276 sull’applicazione dell’art. 10-ter del D.L. n. 73/2021, convertito in legge n. 106/2021 come modificato dall’art. 14, co. 4-quater, del D.L. n. 228/2021, convertito in legge n. 15/2022. Il citato articolo 10-ter rubricato “Proroga delle convenzioni di impianti sportivi per le associazioni sportive dilettantistiche” stabilisce che  all’articolo 100, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020,  n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre  2020,  n. 126, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Al fine di sostenere le  associazioni  sportive  dilettantistiche  senza  scopo  di  lucro colpite dall’emergenza epidemiologica da COVID-19, le  concessioni  a tali  associazioni  degli  impianti  sportivi  ubicati   su   terreni demaniali o comunali, che siano in attesa di rinnovo o scadute ovvero in scadenza entro il 31 dicembre 2021, ((sono prorogate  fino  al  31 dicembre  2025)),  allo   scopo   di   consentire   il   riequilibrio economico-finanziario  delle  associazioni  stesse,  in  vista  delle procedure di affidamento che saranno espletate ai sensi delle vigenti disposizioni legislative”.
Tra le varie questioni sottoposto all’organo giudicante quella dell’applicabilità della proroga ex lege anche alle concessioni, come quella oggetto del giudizio,  che a detta del comune resistente, escludono la necessità di quel riequilibrio economico finanziario che si pone a fondamento della norma sopra richiamata.

Sul punto il Tar chiarisce che la disposizione introdotta dal legislatore, a favore delle associazioni sportive dilettantistiche senza scopo di lucro che siano titolari di concessioni di impianti sportivi pubblici “in attesa di rinnovo o scadute o in scadenza entro il 31.12.2021”, determina un automatismo che esclude ogni giudizio dell’amministrazione circa la sussistenza di una reale esigenza di riequilibrio economico – finanziario in riferimento alle specificità del caso che viene in rilievo di volta in volta. L’esplicita enunciazione del fine perseguito dal legislatore con la proroga ope legis delle concessioni contemplate dalla disposizione non vale ad attribuire alle amministrazioni chiamate alla sua applicazione alcun potere valutativo, avendo l’eventuale atto amministrativo che intervenga al riguardo mera natura ricognitiva.

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