DL ‘Aiuti quater’: le novità sul fondo extra-costi per le opere del PNRR/PNC

Neppure il decreto ‘Aiuti quater’ (decreto-legge n. 176 del 18/11/2022) ha portato in dote nuove risorse per il caro-bollette degli enti locali. Per queste non resta che sperare nella legge di bilancio per il 2023. Il decreto ha però aggiunto un nuovo tassello al complesso mosaico normativo che disciplina il fondo statale per fronteggiare gli extra-costi delle opere del PNRR. A farlo è stato l’articolo 10 che, al comma 2, dispone che alle stazioni appaltanti destinatarie di finanziamenti del PNRR/PNC che, pur in possesso dei requisiti, non hanno avuto accesso al fondo di cui all’articolo 26, comma 7, del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50 e non sono beneficiarie delle preassegnazioni di cui all’articolo 29 del decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144 e dell’articolo 7 del DPCM del 28 luglio 2022, ma che comunque procedano entro il 31 dicembre 2022 all’avvio delle procedure di affidamento dei lavori ricorrendo a risorse diverse da quelle di cui al comma 6 del medesimo articolo 26 del decreto-legge n. 50 del 2022, possono essere assegnati contributi, a valere sulle risorse residue disponibili al termine della procedura di assegnazione delle risorse del fondo stesso. Le somme di cui al comma 6 sono le seguenti: a) somme a disposizione e indicate nel quadro economico degli interventi, previa loro rimodulazione; b) somme disponibili relative ad altri interventi già ultimati per i quali siano stati eseguiti i relativi collaudi o emessi i certificati di regolare esecuzione, nel rispetto delle procedure contabili e nei limiti della residua spesa autorizzata disponibile alla data di entrata in vigore dello stesso decreto-legge n.50/2022.

Con apposito decreto del Mef, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge (avvenuta in data 19 novembre) ne saranno individuate le modalità di attuazione. La norma, fortemente voluta da Anci, apre pertanto un’ulteriore possibilità di accedere al fondo in questione, rinviando tuttavia la definizione di modalità e tempi ad apposito decreto ministeriale che dovrà essere adottato entro il termine ordinatorio del 18 gennaio 2023.

Il comma 1 del medesimo articolo 10, lo segnaliamo per completezza, si occupa invece di affidamenti diretti da parte dei comuni non capoluogo per opere del PNRR e del PNC. Per effetto della nuova norma, tali enti ora possono compiere affidamenti diretti, per acquisti di servizi e forniture, fino ad un importo massimo di 139.000 euro. L’obbligo di ricorrere alle aggregazioni (attraverso centrali di committenza e soggetti aggregatori; unioni di comuni, consorzi e associazioni; province e città metropolitane; comuni capoluogo di provincia) scatta solo oltre tale soglia. Per i lavori invece la soglia, oltre la quale scatta detto obbligo rimane fissata all’importo di 150.000 euro.

Qui il testo completo del decreto-legge n. 176 del 18/11/2022