Equivalenza delle mansioni

Per valutare il demansionamento è sufficiente apprezzare l’equivalenza formale delle mansioni e non rilevano, invece, l’incidenza dei mutamenti sulla professionalità e personalità del lavoratore.Infatti, l’assegnazione a mansioni diverse, se ricomprese nel medesimo ambito formale riveniente dalla contrattazione collettiva non è, di per sé, un comportamento illegittimo o inadempiente.La Corte di Cassazione civile, sezione VI, nell’ordinanza 3 novembre 2022, n. 32423 ha, quindi, ribadito che:“in ambito di pubblico impiego, vale infatti il diverso assetto per cui ‘l’art. 52 del d.lgs. n. 165 del 2001, assegna rilievo solo al criterio dell’equivalenza formale delle mansioni, con riferimento alla classificazione prevista in astratto dai contratti collettivi, indipendentemente dalla professionalità in concreto acquisita, senza che il giudice possa sindacare la natura equivalente della mansione, non potendosi avere riguardo alla norma generale di cui all’art. 2103 c.c.’ (C. 18817/2018; C. 7106/2014)”.