Il PIAO, dopo il DPR “abrogativo”

A proposito di PIAO, cosa ci consigliate dopo l’approvazione del DPR “abrogativo”?


Il 26 maggio 2022, il Consiglio dei Ministri, ha dato il via libera definitivo al testo del decreto del Presidente della Repubblica, previsto dall’articolo 6, comma 5, del decreto-legge 80/2021. Si sta aspettando la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, per definirne la data di effettiva entrata in vigore.

Il DPR – come ben argomentato nella relazione illustrativa di accompagnamento – ha recepito gran parte delle osservazioni che erano state espresse in sede di Conferenza unificata, nell’articolato parere del Consiglio di Stato (ventiquattro pagine) e nei pareri delle Commissioni parlamentari.

Ricordiamo che, ai sensi dell’articolo 7, comma 1, lettera a), del decreto-legge 36/2022 – tutt’ora in fase di conversione – il termine di approvazione del PIAO è stato ulteriormente prorogato al 30 giugno 2022.

Per procedere celermente e rispettare la scadenza di legge, manca ancora un documento: il decreto del Ministro per la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata, con il quale verrà adottato un Piano tipo, inteso come strumento di supporto alle amministrazioni soggette all’obbligo. Nel Piano tipo dovranno essere definite le modalità semplificate per l’adozione del Piano, anche da parte delle amministrazioni con meno di cinquanta dipendenti, le quali, secondo il comma 1, dell’articolo 6, del d.l. 80/2021, risultano escluse dall’obbligo.

Oltre a ciò, va considerato che non è da escludere una tempistica differente dal 30 giugno 2022, per gli enti locali che hanno approvato il proprio bilancio di previsione, durante il corrente anno, ricordando che il termine di approvazione del documento contabile è stato spostato, con più rinvii, sino al 31 maggio 2022.

Insomma, l’approvazione del DPR abrogativo – che in realtà non abroga nulla, ma individua gli adempimenti dei piani assorbiti dal PIAO – è certamente una buona notizia, che deve essere, però, corroborata da:

  • l’uscita del PIAO tipo, con il modello per gli enti locali;
  • una parola di chiarezza su cosa accade alle pubbliche amministrazioni che hanno meno di cinquanta dipendenti;
  • la tempistica di approvazione del PIAO, per gli enti che hanno approvato il bilancio in corso d’anno.

Trattandosi di “prima applicazione” di una nuova normativa – che avviene in corso d’anno – con la maggior parte dei documenti già approvati (si pensi al Piano della performance; al Piano sul lavoro agile; al Piano Anticorruzione e Trasparenza; al Piano Azioni Positive, eccetera), è molto probabile che si debba procedere con un collage, di  disposizioni già vigenti, assemblate in modo organico e “integrato”, aspettando il 31 gennaio 2023, quando sarà possibile elaborare in modo serio e coerente il Piano Integrato di Organizzazione e Attività, nella sua formulazione snella e semplificata immaginata dall’articolo 6, del decreto-legge 80/2021.