Un ente si rivolto all’Autorità Nazionale Anticorruzione per sapere, se a seguito di una sentenza di proscioglimento, al dirigente precedentemente condannato vada affidato nuovamente l’incarico.
Nel caso in esame, il dirigente è stato condannato con sentenza di primo grado per uno dei reati previsti dal capo I del titolo II del libro secondo del codice penale (reati dei pubblichi ufficiali contro la pubblica amministrazione). Di conseguenza, l’incarico dirigenziale è stato dichiarato nullo perché colpito dalla causa di inconferibilità disciplinata dall’art. 3, comma 1, lettera c) del decreto legislativo 39/2013.
La Corte di Appello, con sentenza . . .
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